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Buongiorno a tutti, mi scuso ma oggi parliamo, a vario titolo, ancora della seconda e della terza carica dello Stato. Cominciamo dalla terza che ieri ha parlato ha Mirabello, in Provincia di Ferrara, non ha detto cose sensazionali. Ascoltate da noi non sono cose sensazionali, sono cose che sappiamo e ci diciamo dal 1994, quando Berlusconi entrò in politica, mi venivano in mente gli articoli di Montanelli del 1993, addirittura poco prima che Berlusconi entrasse in politica, ma Montanelli già l’aveva saputo, nei quali si diceva cos’è la destra, cosa dovrebbe essere la destra e si prevedeva cosa sarebbe stata quella che Montanelli chiamava questa truffa, questa patacca di destra che Berlusconi aveva in mente. (leggi tutto)

Segnalazioni

I giornali italiani sul discorso di Fini a Mirabello nella rassegna stampa a cura di Ines Tabusso

Se cade l'Imperatore Televisivo - In una video-intervista di Enzo di Frenna del luglio 2009, Sergio Rizzo anticipa la guerra a Fini (dal blog di Enzo di Frenna)

Se il Pd sceglie Schifani - di Peter Gomez da ilfattoquotidiano.it

Il primo compleanno di Il Fatto Quotidiano - Dal 10 al 12 settembre a Marina di Pietrasanta (Lucca). Ingresso libero. Il programma della festa

 

 

 


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da Il Fatto Quotidiano, 31 luglio 2010



Solo l’inciucio lo salverà - di Marco Travaglio
 


Nel 1994 il traditore era Bossi. Nel 2001-2006 erano Casini e Follini. Ora è Fini, che nei prossimi mesi verrà randellato a reti ed edicole unificate. Si scoprirà che Granata rapina le banche, Bocchino spalanca l’impermeabile ai giardinetti, Briguglio deruba le vecchiette. Stessa sorte toccherà a chiunque si avvicini ai finiani. Ma qualcosa rischia anche B.
Visti i tassi di assenteismo parlamentare del Pdl, solo gli inciucisti Pd & Udc potranno salvare le sue leggi vergogna prossime venture. Il redde rationem arriverà a dicembre, quando la Consulta (P3 permettendo) dovrebbe bocciare il legittimo impedimento. B., tornato imputato, dovrà strappare subito il processo breve o il lodo Alfano-bis. A quel punto, delle due l’una: o B. riuscirà a rimpiazzare i finiani con un pezzo di Udc (Cuffaro & his friends), o dovrà giocarsi il tutto per tutto alle urne. E, votando con la porcata Calderoli e col Pd in coma, potrebbe pure rivincere. Autoincoronandosi finalmente imperatore d’Italia. 

   
Tra lo scudo e il Carroccio - di Peter Gomez

Il pallino è in mano alla Lega. Bossi sosterrà B. finché penserà di poter ottenere il federalismo. Ma il sentiero è stretto. Perchè il Cavaliere ha due necessità primarie. Allargare la maggioranza e ottenere l’impunità per sè e i suoi amici. Il 14 dicembre la Consulta esaminerà, e verosimilmente casserà, la legge sul legittimo impedimento: la norma che blocca i dibattimenti contro il premier e tutti i ministri.
Prima di allora, per l’imputato B. è così necessario approvare lo scudo di riserva: il processo breve. Per farlo servono nuovi deputati. B. punta, sotto la regia dell’imputato Dell’Utri, ad imbarcare i parlamentari vicini all’imputato Cuffaro e molti altri impresentabili. Se non ci riuscirà si appellerà alla piazza. E userà i media per randellare non solo i finiani, ma chiunque nel centro-destra pensasse di seguirli. A Bossi, però, battere questa strada conviene poco. Significa rimandare il federalismo a un eventuale dopo elezioni. Più facile che stacchi la spina e tratti su un tavolo diverso. 

(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)


Nella rassegna stampa a cura di Ines Tabusso gli articoli sulla rottura Berlusconi - Fini e il testo integrale della bozza del documento votato dall’ufficio di presidenza del PdL.






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Buongiorno a tutti, se leggete i giornali domani, dubito che i telegiornali ne diano gran conto, parleranno dei commenti alla notizia, ma non parleranno della notizia, avete la possibilità oggi di mettere insieme un po’ di tessere del mosaico degli ultimi giorni, del mosaico politico-mediatico degli ultimi giorni, perché magari qualcuno si domandava, ma perché certi giornali, Il Corriere della Sera, che in certe pagine, grazie a certe firme sembra la succursale di Libero o del Giornale, si è dedicato con tanta passione e con tanto spazio a una foto di 16, 18 anni fa che ritrae Di Pietro a tavola con dei Carabinieri, un investigatore americano e Bruno Contrada? Leggi tutto

Segnalazioni

"Il patto" di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci (edizioni Chiarelettere) - Prefazione di Marco Travaglio 

micromegaMicromega 2/2010 - Numero doppio. Un fascicolo monografico dedicato al filosofo Norberto Bobbio con tutti i testi pubblicati sulla rivista in quindici anni di collaborazione e un volume allegato di Peter Gomez e Marco Travaglio su il "Partito dell'Amore".
 

 


Commento del giorno
di Marco Grimaldi - lasciato il 7/2/2010 alle 22:44 nel post De Luca, l'Idv e l'acclamazione barzelletta
Candidati all'altezza non ne ha trovati! non perché ha cominciato a cercarli troppo tardi, ma perchè di candidati incensurati non se ne trovano più...

 


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bandanax

Vertigini italiane di un giorno a caso, oggi. Adriano Celentano scrive sul Corriere della Sera non di Sanremo, ma di processo breve, processo giusto e di Berlusconi che “ha buone intenzioni di lavorare per il bene del Paese”, il quale Paese dovrebbe risarcirlo con una sola piccola legge che fulmini i suoi processi, amen. Del Bono, il sindaco di Bologna dice che si dimette, ma non subito, forse ha sbagliato bancomat, il resto è ok. Cinzia Cracchi, la ex fidanzata di Del Bono, che per sua privata vendetta di cuore e di bancomat ha silurato Del Bono, dice che potrebbe anche candidarsi, è diventata famosa, forse ha un piano, ci sta pensando. Barbara Palombelli dice che di notte si sveglia con l’incubo che le sparisca il partito, dice partito, non marito. Antonio Bassolino dice che alle prossime elezioni in Campania non correrà lui, ma un suo uomo, cioè non direttamente lui, ma quasi lui, per venire incontro all’entusiasmo degli elettori. Il ministro Alfano  dice che la protesta dei magistrati organizzata per la prossima inaugurazione dell’anno giudiziario, contraddice lo spirito etico della giornata istituzionale dedicata alla giustizia; il suo tono è perentorio, di chi vuole retoricamente spuntare le unghie ai magistrati, e di unghie lui si intende.

Tre foto, scattate in meno di una settimana, ritraggono il Cavaliere con differenti arredi sulla testa, nella prima ha i capelli fluenti e rossicci, nella seconda pochi capelli e giallini, nella terza abbondanti e quasi neri: indaga il Copasir, ora che Max D’Alema ha finito con la Puglia e ha più tempo. 
(Vignetta di Bandanax)   

Segnalazioni

berlusconeide 
 In libreria dal 28 gennaio

 Carlo Cornaglia
 con Elio Laganà. 

 Berlusconeide. 
 Poema Cavalieresco
 Le donne, l’arme, gli amori  del cavalier Silvio Berlusconi.
 
 Illustrazioni di Vauro
 Prefazione di Filippo Ceccarelli 

 


Reset Radio intervista Giorgio Bocca -  Ascolta l'intervista di Franz Baraggino su resetradio.net

Commento del giorno
di Sarx88.com - utente certificato - lasciato il 27/1/2010 alle 18:20 nel post Fotoricatto con ministro
Chi di gossip ferisce di gossip perisce...

Annozero: i vostri commenti della puntata


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Buongiorno a tutti, si tratta di capire che cosa è questo processo breve e se davvero l’intenzione di Berlusconi è quella di andare fino in fondo con questa legge che ammazza definitivamente la giustizia, o se non si tratta semplicemente dell’ennesima pistola carica poggiata sul tavolo, anzi puntata alla tempia delle opposizioni e del Quirinale per estorcere loro qualcos’altro, qualcosa di peggio. Intanto vediamo quale è la minaccia, ossia quale è il testo della legge che è stato approvato l’altro giorno da una delle due Camere, in attesa che venga approvato dall’altra: è stato approvato al Senato, dove il Presidente, tra l’altro, è prono a tutto e adesso si stabilirà quando ci sarà la votazione alla Camera e se ci sarà la votazione alla Camera, ma per capire quello che sta succedendo intanto vediamo quali saranno i danni, perché il processo breve non è più quello che era stato inizialmente firmato da Gasparri, Quagliariello e Pricolo, capogruppo della Lega Nord, di cui avevamo parlato qualche settimana fa, il testo è cambiato e, se è possibile, è addirittura peggiorato, ma l’hanno modificato perché temevano che fosse troppo incostituzionale persino per i gusti di un uomo di bocca buona come il Capo dello Stato. Leggi tutto

Segnalazioni

L'Italia censura la diffusione di video in internet (Le Nouvel Observateur, FR - 18 Gennaio 2010) Traduzione a cura di Italiadallestero.info

Commento del giorno
di Danny  -  lasciato il 22/1/2010 alle 22:34 nel post
Il Massimo del minimo
Seguendo le vicende della carriera politica di D'Alema mi viene in mente la storiella dello scorpione che non sapendo nuotare chiede ad una rana di potergli montare sul dorso per attraversare il fiume e questa temendo di essere punta rifiuta; lo scorpione gli ricorda che non sa nuotare e se l'avesse punta sarebbero morti entrambi. La rana si convince, ma a metà tragitto viene punta e allora chiede allo scorpione: "perchè l'hai fatto?" E questi: "è nella mia natura!" 

 


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bertolottiedepirro

Da Il Fatto Quotidiano del 23 gennaio 2010

Alla fine il sagace Gasparri, ad Annozero l’ha ammesso. Non se n’è accorto, come spesso gli accade, ma l’ha ammesso: “Siccome nel 2006 il centrosinistra ha fatto l’indulto, i processi per reati commessi fino al 2006 sono inutili e quindi tanto vale non celebrarli più. Per questo abbiamo reso retroattivo il processo breve”. Cioè: dopo l’indulto del centrosinistra (votato anche da Forza Italia e Udc), arriva l’amnistia del centrodestra. Solo che, se la chiamassero col suo vero nome, quelli del Pdl non potrebbero approvarla con la loro maggioranza, avrebbero bisogno dei due terzi; ma, soprattutto, non potrebbero più uscire di casa nemmeno con barba posticcia e plastica facciale: qualcuno dei milioni di gonzi che li votarono meno di due anni fa in nome della “sicurezza”, della “certezza della pena” e della “tolleranza zero”, li riconoscerebbero e li farebbero a fette.

Perché l’amnistia è ancora peggio dell’indulto: se questo “abbuona” 3 anni di pena, quella cancella il reato e dunque il processo. Per questo il “processo breve” retroattivo è un’amnistia camuffata: estingue il processo e dunque il reato. Con l’indulto, i colpevoli vengono comunque condannati e se han danneggiato qualcuno devono risarcirlo. Con l’amnistia (e il processo breve) non c’è neppure l’accertamento della verità, dunque il colpevole la fa franca, rimane incensurato e la parte offesa deve imbarcarsi in una lunghissima causa civile dall’esito incerto (visto che non c’è stata condanna in sede penale). E per i processi nuovi, che succede? Per quelli niente
  paura, dice Gasparri: i giudici avranno “da 10 a 15 anni di tempo”. Campa cavallo.

E, se lo dice lui che della legge è il primo firmatario, c’è da credergli. Purtroppo, come disse un giorno Storace a proposito di quella sulle tv, “Gasparri ‘sta legge non solo non l’ha scritta, ma manco l’ha letta”. Infatti, salvo per i reati più gravi e più rari, puniti con pene superiori ai 10 anni (omicidio, mafia, terrorismo, strage), i processi non potranno durare più di 6 anni e mezzo: 3 dalla richiesta di rinvio a giudizio alla sentenza di primo grado, 2 da questa alla sentenza d’Appello, 1 e mezzo da questa alla sentenza di Cassazione. Il che significa, in un paese dove durano in media 7 anni, un’amnistia anche per i processi futuri. Anche perché, con una furbata da azzeccagarbugli, lorsignori hanno infilato al comma 3 dell’articolo 5, un codicillo che ammazza il processo ancor prima dei 6 anni e mezzo: “Il pm deve assumere le proprie determinazioni in ordine all’azione penale entro e non oltre tre mesi dal termine delle indagini preliminari. Da tale data iniziano comunque a decorrere i termini di cui ai commi precedenti, se il pm non ha già esercitato l’azione penale…”.
  Traduzione: se il pm non chiede il rinvio a giudizio entro 3 mesi dalla scadenza delle indagini, al 91° giorno parte comunque il conteggio dei 3 anni concessi per il primo grado. Ma è impossibile chiedere il rinvio a giudizio entro tre mesi dalla scadenza delle indagini, perché prima il pm deve far notificare l’avviso di chiusura indagini, i difensori hanno 20 giorni per chiedere nuove indagini e interrogatori, dopodiché il pm deve farli e depositare gli atti conseguenti. Impensabile che bastino 3 mesi.
Non solo: nei processi di media complessità, le indagini non scadono lo stesso giorno per tutti gli indagati: alcuni vengono iscritti prima e altri dopo; alla fine il pm chiede il rinvio a giudizio per tutti quelli che lo meritano. Quindi, con la nuova legge, la sabbia dei 3 anni per il calcolo della prescrizione processuale comincerà a scendere nella clessidra per i primi iscritti sul registro degli indagati ancor prima che scadano i termini delle indagini per gli ultimi iscritti. E il processo morirà certamente prima della sentenza di primo grado. Ecco la filosofia del processo breve: prendono un atleta, gli tagliano le gambe, poi gli ordinano di correre i 100 metri in 10 secondi netti; se non ce la fa, gli sparano. 
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

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L'Italia l'è malada. Discutendo di legalità, una sera d’inverno, con Salvatore Borsellino - Su Micromega il testo del discorso introduttivo di Silvia Buzzelli, professoressa associata di procedura penale europea e sovranazionale all'università di Milano Bicocca, all'incontro pubblico con Salvatore Borsellino a Monza il 19 gennaio 2010.


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Annozero live: commenta in diretta la puntata di stasera e l'intervento di Travaglio

Velocizzare i tempi della giustizia si può. E il bello è che lo si può fare anche a costo zero. Solo che nessuno, o quasi, né a destra, né a sinistra, vuole processi più rapidi: perché alla fine una giustizia che funziona finirebbe per essere efficace anche contro la devianza delle classi dirigenti. Nel caso però che, per un miracolo, il 70 per cento degli attuali parlamentari venisse sostituito da persone normali ecco la mia modesta proposta.  

1) Ricordarsi che in Italia nel 1989 è stato introdotto il nuovo codice di procedura penale. Da allora sul modello di quanto accadeva nei sistemi anglosassoni, anche da noi la prova si forma in aula: il processo cioè è molto garantista, vengono ascoltati decine o centinaia di testimoni, tutte o quasi le indagini svolte dal pm sono ripetute. Questo è un bene per il cittadino imputato, che così riduce al massimo il rischio di essere condannato da innocente, ma ovviamente implica dei tempi di dibattimento molto lunghi. Il sistema insomma può funzionare solo se si fanno pochi processi. E infatti chi ha ideato il nostro codice prevedeva che se ne celebrassero pochissimi: come accade negli Usa dove l'85 per cento degli imputati, quando le prove sono forti, si dichiarano colpevoli e patteggiano la condanna ottenendo così degli sconti di pena. O in Inghilterra, dove addirittura solo il 10 per cento delle persone sotto inchiesta arriva al processo. In Italia invece la situazione è capovolta: in pochi patteggiano o accedono al rito abbreviato che garantisce uno sconto di un terzo sulla condanna.

2) Bisogna quindi incentivare i patteggiamenti. E l'unico modo per farlo è impedire che i processi si prescrivano quando ormai sono già arrivati davanti a un giudice. Infatti solo se ho la certezza che prima o poi verrà emessa contro di me una sentenza, troverò il patteggiamento vantaggioso. Perché è meglio essere condannato a pochi anni di pena oggi, piuttosto che scontarne molti  domani.  

3) Abbreviare i tempi della prescrizione, come è accaduto nel 2005, con la legge ex Cirielli, non serve. E non serve nemmeno stabilire che il processo, come vogliono fare oggi per salvare Silvio Berlusconi, dopo un po' va in fumo. Perché se io so che ho la possibilità di farla franca semplicemente aspettando che passi del tempo, non patteggerò mai . Andrò sempre in aula e cercherò di tirarla per le lunghe. E i dibattimenti diventeranno tantissimi. Ingolfando per sempre i tribunali.

4) Ricordarsi, però, che l'istituto della prescrizione ha un senso. Dopo un certo numero di anni lo Stato non ha più interesse a indagare su un reato commesso molto tempo prima. Perché è inutile lavorare per scoprire gli autori di un crimine che le stesse vittime non ricordano più.

5) Ricordarsi che invece non ha senso far prescrivere un reato quando ormai gli imputati sono stati individuati. In Italia ci sono processi che saltano in primo grado, in appello e addirittura in Cassazione. Tutto viene cancellato quando già polizia e magistrati hanno consumato molti soldi pubblici ed energie per indentificare i presunti colpevoli: un'assurdità. All'estero questo non accade. In Germania, per esempio, una volta che c'è stata la prima sentenza, la prescrizione è definitivamente interrotta. Negli Stati Uniti muore addirittura il giorno del rinvio a giudizio.

6) Smettere di far finta di adottare nuove soluzioni per velocizzare i processi. E introdurre un qualsiasi codice penale o di procedura penale di qualsiasi paese democratico. Magari prendendo quello Svizzero che, rispetto agli altri, ha un pregio. È già scritto in italiano. 

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Commento del giorno
di drainyou80 - utente certificato - lasciato il 19/11/2009 alle 2:10 nel post Il letto di Silvio e i cattivi sogni
Il volto mercenario, il volto che non osserva, il collezionista numismatico, il vecchio porco. Divoratori di uomini, assassini di vecchi ricordi, la loro lotta servirà ad una logica ipocrita che ha il compito di spostare la verità sempre un po' oltre la ragionevolezza e la pietà.
Che faccia scelgono della moneta? Non importa purché si giochi con il trucco. Combattenti di ferro che sono avvezzi a dichiararsi prede. Loro ti diranno che non rientri nella statistica e che il tuo volto è sbagliato che il tuo cervello verrà schiacciato tra due pietre. Sarai un boccone ghiotto, un arbusto da piantare, sarai la loro legna da ardere perché sanno che non li sazierà nemmeno il fuoco dell'inferno e finché la libertà sarà visibile l' occasione per invogliarti a crescere li renderà ancor più avidi. Ti guarderai nelle saccocce, tranquillizzato da poche foglie masticate dal vento e dalla terra allora ti sentirai un verme utile. La borghesia ti divorerà la testa e la chiesa ti brucierà la croce. Ogni volta che respirerai ti sentirai chimico, ti piacerà essere ma ogni via condurrà ad uno specchio che riflette ciò che non puoi credere di vedere. Non saprai abbandonarti alla paura. Dovrai prostrarti alla ricerca d'auorità conferite, risollevarti dalle tue meschinità e continuare ad agire per non dimenticarti di dimenticare che tu sei un uomo morto al loro servizio.
Luca


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