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Buongiorno a tutti, le bugie hanno le gambe corte, come dice un proverbio, ma come scrisse Giovanni Sartori qualche anno fa, in Italia hanno gambe lunghissime, proprio perché in Italia diceva Sartori, la verità non è accettabile in quanto in Italia anche la televisione di tutti, la RAI, è imbavagliata, il che consente a Berlusconi e alla sua squadra di mentire senza spazio di controprova, si capisce, a mentire ci provano tutti, ma dove la televisione è autenticamente libera, le bugie hanno le gambe corte, mentre da noi hanno gambe lunghissime, la verità sulla nostra televisione non è accertabile. (leggi tutto)

 

Segnalazioni

Parlamento Europeo Pulito -
Il video appello di Sonia Alfano - Firma l'appello

"Ha davenì er ticket" - di Riccardo Orioles, da www.ucuntu.org

E se fosse un '68? - Ucuntu n.90, 18 ottobre 2010

La Fiom e l'unità di sinistra - di Stefano Sylos Labini
 

 


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Da Il Fatto Quotidiano del 16 settembre 2010, il testo della video intervista su "La Questione morale", promossa dall'associazione "Il libro ritrovato", presentata mercoledì 15 settembre al Teatro Carignano di Torino.

Federalismo, legge elettorale, norme ad personam questione morale, sistema fiscale: Marco Travaglio intervista Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Consulta.

 
La prima domanda che viene da fare a un ex presidente della Corte costituzionale che si ostina a difendere la Costituzione è: qual è lo stato di salute della Carta oggi? L’impressione è che molti temano che la Costituzione venga cambiata, sconvolta, modificata, ma che il peggio sia già avvenuto, che la Costituzione sia già stata cambiata senza nemmeno toccarla, svuotata dall’interno lasciando soltanto la corteccia. Infatti si dà per scontato che, su quella scritta, prevalga una non meglio precisata “Costituzione materiale”…
Questo discorso che fai sulla Costituzione si potrebbe fare sulla democrazia più in generale. Costituzione e democrazia sono degli involucri, bisogna vedere cosa c’è dentro:è più importante quello che c’è fuori o quello che c’è dentro? Questa è una domanda che ti farei socraticamente. Volendo usare un’altra immagine: sono più importanti le regole formali o gli uomini che fanno funzionare le regole? È una domanda antica: sono più importanti le istituzioni o la qualità degli uomini? Normalmente si dice: le istituzioni sono molto importanti, ma non c’è nessuna buona istituzione o 
 Costituzione che può dare dei buoni risultati, se è in mano a un personale politico di infimo livello.
Viceversa una mediocre Costituzione può dare luogo a risultati accettabili se è manipolata, usata da un personale politico a sua volta eticamente accettabile. Dico eticamente perché bisogna avere il coraggio di ripristinare alcune categorie, alcune parole: quando si dice
“eticamente” a proposito della politica, non si fa del moralismo, si indica semplicemente la necessità che coloro che occupano posizioni pubbliche siano consapevoli e coerenti con l’ethos che quella funzione comporta. In generale, la Costituzione stabilisce, prevede, auspica che coloro che occupano posizioni pubbliche adempiano alle relative funzioni “con disciplina e onore”: che parole desuete, sembrano quasi delle prese in giro...
(leggi tutto)

 

 

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Buongiorno a tutti, facciamo una cavalcata tra le varie notizie che affollano i nostri pensieri a causa dell’affollamento sulle prime pagine dei giornali e sulle copertine dei telegiornali, per cercare di capire se c’è una logica in questo guazzabuglio. Secondo me c’è una logica: il punto di partenza è un rapporto rivelato dall’Espresso del Consiglio d’Europa nel quale si mette il dito sulle piaghe della giustizia italiana, su quelli che sono i veri problemi della giustizia italiana e che sono, secondo la Corte europea di giustizia del Consiglio d’Europa, le ragioni per cui poi viene condannata l’Italia per denegata giustizia.

La non giustizia italiana
Per quale motivo, perché fa troppe intercettazioni? Perché si arresta troppo? Esattamente il contrario, perché c’è troppo lassismo, troppa impunità, troppe leggi che portano impunità, prescrizione troppo breve, la prescrizione assurda perché continua a decorrere anche dopo la condanna in primo grado in appello, nonché dopo il rinvio a giudizio, la possibilità infinita di fare ricorsi senza pagare mai pedaggio, infiniti formalismi che sono la pacchia degli avvocati Azzeccagarbugli, soprattutto di imputati colpevoli, le condanne che anche quando diventano definitive, le rare volte non vengono eseguite, la famosa certezza del diritto e la famosa certezza della pena. (Leggi tutto)

Errata Corrige
Il nome del tizio agrigentino segnalato da Gian Antonio Stella per la promozione avuta dal ministro Alfano non è Ceresa, come erroneamente ho detto, ma Casesa. (m.trav.)

Segnalazioni

No bavaglio
Il testo del Ddl
La mobilitazione in video di artisti, giornalisti e intellettuali contro la legge bavaglio (da repubblica,it)
E adesso arrestateci tutti. Mercoledì 16 giugno assemblea straordinaria di Art.21. Costruiamo insieme una grande manifestazione nazionale - di Stefano Corradino (da articolo21.org)
No bavaglio day,  9 luglio 2010 Roma L'appello del Popolo Viola

La libertà di stampa e i libri
Piccola biblioteca della libertà - La pagina su Facebook
Via D'Amelio 1992-2010. Un depistaggio di Stato. Video-intervista a Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza autori del libro "L'agenda nera" (edizioni Chiarelettere).

Video - Marco Travaglio a Otto e Mezzo del 12 giugno
Marco Travaglio al Festival Collisioni 2010
(da radioradicale.it)

 

 


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raiperunanotteChi sperava di zittirci fino al giorno delle elezioni resterà amaramente deluso. Già abbiamo bucato la censura con il nostro Telebavaglio.
Ma ora stiamo preparando una serata davvero speciale, un SuperAnnoZero che incrocerà la piazza, la rete e la televisione per l'ultimo giovedì di campagna elettorale: il 25 marzo alle ore 21. Così, mentre le tv di regime propineranno l'ennesimo stanco rito delle tribune politiche autogestite dai partiti, noi potremo raccontare liberamente tutto ciò che è accaduto in questo mese di vergognoso black out: le indecenze che il regime ha tentato di nascondere agli italiani che non leggono i giornali.

Per tre ore, dal Paladozza di Bologna, Michele Santoro condurrà "Raiperunanotte" davanti a migliaia di persone riunite nel palazzetto fino a riempirlo (e, se ce ne saranno di più, speriamo di riuscire ad allestire un maxischermo esterno), cioè una serata di vero servizio pubblico, con personaggi di vario orientamento politico, ma soprattutto con giornalisti, autori satirici, artisti e musicisti.

I primi nomi già sicuri sono, oltre a Michele e al sottoscritto, Giovanni Floris, Daniele Luttazzi e Vauro. Altri ve li comunicheremo nei prossimi giorni. Ovviamente saremo lì tutti quanti a titolo gratuito, ma per le spese di affitto del Paladozza e per i supporti tecnici abbiamo bisogno di voi, di un vostro piccolo contributo volontario. Michele Santoro ha lanciato un appello sul Fatto Quotidiano (sponsor della manifestazione) e in rete, sull'apposito sito www.raiperunanotte.it, per chiedere a tutte le persone interessate alla buona riuscita della nostra iniziativa di contribuire donando 2.50 euro per ciascuna e di far girare l'appello tra gli amici.

Chi vuole darci una mano deve andare sul sito www.raiperunanotte.it o su www.ilfattoquotidiano.it e cliccare sul riquadro rosso con la scritta PAYPAL: lì troverà le istruzioni per effettuare il versamento. Quando avremo raccolto l'importo complessivo che ci consente di coprire le spese della serata, avvertiremo tutti che ce l'abbiamo fatta e interromperemo la sottoscrizione.
Ci vediamo giovedì prossimo su tutti i siti, i blog e le tv locali che riprenderanno la serata e il cui elenco comunicheremo fra qualche giorno (ilfattoquotidiano.it sarà ovviamente in prima fila). Grazie a tutti, come sempre, di cuore.

Marco Travaglio

Per dare il tuo contributo:
- c
on Paypal o Carta di Credito vai qui
- con Bonifico bancario su conto corrente: IT 50 O(lettera) 03002 05214 000003925090 intestato alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana presso la Banca Unicredit Banca di Roma con causale "RAI PER UNA NOTTE"

telebavaglioTelebavaglio, contro la censura la tv ce la facciamo noi - La settima puntata di Telebavaglio, la web tv in diretta dalla redazione de Il Fatto Quotidiano www.telebavaglio.it




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bertolottidepirro


Da Vanity Fair del 3 febbraio 2010

E’ una buona notizia per il Paese e forse anche per il partito democratico: Corrado Guzzanti torna in video, stavolta su Sky. Magari se ne accorgerà il povero Pierluigi Bersani, che passa le sue nere giornate a cercare candidati da proporre o rimpiazzare. E se ne accorgerà pure il principe dei suoi strateghi, Massimo D’Alema di Gallipoli, che di candidati ne estrae un paio la settimana e poi li brucia, come il tenero Boccia o il suo amico Bassolino, con tanta alacrità da far temere il doppio gioco a favore del  giocatore di Arcore e invece purtroppo no, è solo eccesso di sinapsi che si accendono a fin di bene, per allargare la “vocazione maggioritaria del partito” al Centro, in quei territori d’alto profilo, dove pascolano intelligenze altruiste come quelle di Pier Ferdinando Casini e di Totò Cuffaro.  

Corrrado Guzzanti tornando in televisione acquisisce la qualità indispensabile per l’ascesa politica, la televisione per l’appunto, come gli ultimi astri acclamati del nuovo partito, tipo David Sassoli, Lilli Gruber, Michele Santoro. Sfortunatamente spariti nel nulla, politicamente parlando. O l’eccellente Piero Marrazzo che in un paio di mosse ha messo in scacco la sciocca morale borghese, e adesso cerca la perfezione nichilista in certi conventi di clausura.
Il solo Guzzanti che ci piace ha qualità incomparabili per durare più dei suoi transitori predecessori. Estrae l’ordinario orrore dalla politica italiana e lo trasforma in stupore. Con lui i mostri tornano uomini. Non porge mai l’altra guancia, semmai cambia mano. E ci insegna che la verità non è una corrente di partito. 
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

Commento del giorno
di drainyou80 - utente certificato - lasciato il 3/2/2010 alle 19:29 nel post Giustizia al Pomodoro
La legge era uguale per tutti.

Annozero: i vostri commenti alla puntata

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Immagine di Walt Jabsco da flickr.comTrovo - nel bellissimo libro di Enrico Deaglio “Patria 1978-2008” (Il Saggiatore, pp. 939, 22 euro) - questo documento che venne recuperato dall’esercito sovietico nel bunker di Hitler. Il documento riguarda un progetto che un gruppo di scienziati tedeschi stava perfezionando e che era stato presentato a Hitler: la televisione.

“Lo scienziato Walter Burch prevedeva l’installazione di un cavo a banda larga tra Berlino e Norimberga per la trasmissione di programmi video su megaschermi nelle piazze e nelle lavanderie, con il nome di “trasmettitori e ricevitori per il popolo”. Il programma aveva ricevuto una approvazione formale dal ministro della Propaganda Gobbels ed era stato immaginato anche un palinsesto. Notiziari, programmi di istruzione sportiva e fisica e un serial sulla vita di una famiglia ariana dal titolo “Una sera da Hans e Gelli”. Marito e moglie, lui lavoratore e convinto nazista, lei casalinga e devota al Fuhrer. Erano previste anche riprese in diretta di esecuzioni capitali di nemici del regime. Il programma venne fermato per motivi di budget alla vigilia della guerra”.

Il documento nazista, rimasto inedito per più di mezzo secolo, viene pubblicato per la prima volta nell’ottobre del 2008 da alcuni giornali inglesi. Decisamente troppo tardi per indurci ad avere paura della scatola magica che ha accerchiato le nostre vite, ma sempre in tempo per confermare le nostre cautele.
(Immagine di Walt Jabsco da flickr.com)

Segnalazioni

Il disastro delle FS - Intervista a Claudio Gatti (autore di "Fuori orario", Chiarelettere) a cura del blog di Beppe Grillo

da Italiadallestero.info
"Napoli è in guerra" Intervista a Roberto Saviano di Oliver Meiler (Tages-Anzeiger, Svizzera - 31 ottobre 2009)
La battaglia della Rai di Daniel Psenny (Le Monde, Francia - 20 ottobre 2009)
Miserie e segreti dell'impero Berlusconi di Miguel Mora (El Pais, Spagna - 11 ottobre 2009)

Commento del giorno
di qwerty -  lasciato il 2/11/2009 alle 14:46 nel post
Una Repubblica fondata sul ricatto
Berlusconi ha promesso che se sarà condannato non si dimetterà.
Con tutte le balle che racconta, incomincio a pensare che invece lo farà davvero.


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Vignetta di Bertolotti e De Pirroda "A"
(penultimo numero in edicola)


Dal villaggio globale al villaggio turistico: tre categorie di italiani in vacanza che si ispirano ai (peggiori) format di politica e televisione.

Osservando i tipi da spiaggia in un villaggio turistico italiano all’estero, interamente popolato da nostri connazionali, non si riesce a sciogliere il dilemma: sono gli italiani “normali” a imitare i cosiddetti vip delle cronache politico-mondane, o viceversa? Quest’estate, sbirciando disteso sotto l’ombrellone attraverso gli occhiali da sole la varia umanità che zampettava sul bagnasciuga, sono rimasto molto colpito da alcune tipologie di italiani in vacanza: gli emblemi della classe dirigente italiota di oggi e di domani. Una visione comunque incoraggiante, che induce all’ottimismo.

Il Supercafonal. Tizio di mezza età, capello brizzolato ma ben curato, bermuda rosa, maglietta bianca con enorme patacca firmata sul petto e colletto rialzato sulla nuca, ciabatta infradito, mani in tasca, pancia in fuori, camminata da ganassa con piedi piatti, suoneria del cellulare a manetta. Segni particolari: timbro della voce a prova di sordomuto. Quando saluta un amico, lo fa con urla lancinanti da distanze chilometriche (“carissimoooooooo!”), affinchè chi riposa si svegli, chi legge sia costretto a smettere, chi chiacchiera debba interrompere il discorso a metà, e tutti si concentrino sulla sua persona e si interroghino sui suoi educatori, cioè verosimilmente il canaro e Vanna Marchi. I decibel si moltiplicano vieppiù quando il raffinato figuro parla al telefono: trovandosi lontano dall’interlocutore rimasto in Italia, tenta di coprire la ragguardevole distanza con la voce, per sopperire a eventuali carenze di “campo” telefonico. Tutti i presenti nel raggio di alcune migliaia di chilometri devono sentire che sta bene, che si sta divertendo un mondo e che non sanno che cosa si perdono a non trascorrere le ferie in sua compagnia. Ha un futuro assicurato in politica, o in televisione, o in tutt’e due le attività.

Il Papi. Individuo di sesso maschile, ormai prossimo alla settantina, statura inferiore al metro e sessanta, cuoio capelluto frontale devastato da vani tentativi di trapianto pilifero, chioma canuta e rada sul davanti ma lunga e fluente sulle spalle, collanine variopinte e giovanilistiche a impreziosire il petto villoso e grinzoso lasciato in bella mostra da camicie di lino rosso spalancate fino all’ombelico, si accompagna con due o tre ragazze slave con cui comunica a rutti e gesti e che potrebbero essere le sue figlie o, più probabilmente, le sue nipoti. Sempre attentissimo a non farsi sorprendere con libri o giornali sotto il braccio, ritiene La Settimana Enigmistica e il tressette pericolosi sintomi di intellettualità, dunque passa le sue giornate a non fare una beneamata mazza bighellonando su e giù e lanciando occhiatacce a chi estraesse dalla sacca un qualunque oggetto cartaceo, foss’anche una copia di Topolino o un mazzo di napoletane. Incrocio perfettamente riuscito fra il presidente del Consiglio e Briatore, dev’essere per forza impegnato in politica o in televisione, o in entrambe le attività.

Veline & Velini. I nove decimi delle ragazze e dei ragazzi presenti nel villaggio si aggirano ciabattando con sguardo tra l’annoiato e il depresso, espressione da condannato a morte consenziente o rassegnato. Il taglio di capelli è fisso, d’ordinanza: per i maschi quello del calciatore medio o dell’inquilino della casa del Grande Fratello (capelli sparati qua e là da forti scosse dell’alta tensione), per le femmine quello della velina media o dell’inquilina della casa del Grande Fratello (capelli lunghi lisci con frangia da una parte). Si capisce benissimo che faranno politica e/o televisione, ma non subito: sono ancora troppo freschi di studi.
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

Segnalazioni

Le verità della Rete su Juan Ruiz Naupari - La nuova video-inchiesta di Enzo Di Frenna


La festa della Perdonanza - di Carlo Cornaglia
Sono passati mesi burrascosi
nei quali grazie ad un complotto rosso
i giornali nel mondo più famosi
han criticato Silvio a più non posso,

ne han condannato le lascive gesta
i giornal del cattolico consorzio
dei fedel dando voce alla protesta
e la moglie è in attesa di divorzio...
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